Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Dalla paralisi del senso di colpa alla Responsabilità: Riprendere il comando del centro di controllo dei processi attentivi

Il senso di colpa è un’esperienza interiore in cui una persona si sente, in modo più o meno chiaro ed intenso, di essere colpevole di qualcosa e di meritare una punizione.

Come analizzato nell’articolo precedente (L’Origine del Senso di Colpa: Un’analisi storica e clinica secondo la Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico dei processi attentivi), sebbene sia ampiamente ipotizzato in letteratura che il senso di colpa adattivo ed empatico svolga un ruolo necessario nello sviluppo infantile per arginare gli impulsi arcaici, resta fondamentale stabilire fino a che punto sia lecito considerare tale vissuto ugualmente utile o necessario nella vita del soggetto adulto.

Una parte della manualistica clinica tende a distinguere i sensi di colpa in ‘sani’ — ovvero compatibili con una buona autostima — e ‘malsani’, capaci di generare auto-aggressione e disprezzo di sé.

Dal punto di vista della Terapia Cognitivo-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi, questa distinzione nell’adulto non è condivisibile.

Come documentato dalle neuroscienze affettive, nella maturità biologica il senso di colpa agisce sempre come un loop di feedback negativo che attiva l’amigdala e inibisce la corteccia prefrontale dorsolaterale (DLPFC).

Ciononostante, è legittimo affermare che la completa assenza di un freno regolatorio in età adulta possa rappresentare un pericoloso presupposto per il manifestarsi di condotte antisociali o psicopatiche.

Una volta esclusa la necessità del senso di colpa nell’adulto (e, come già discusso nell’articolo precedente, ipoteticamente anche nel bambino), e constatando che la sua totale assenza lascerebbe l’individuo e la società privi di una bussola etica, diventa imperativo individuare la funzione superiore capace di sostituirlo: la responsabilità.

La responsabilità si definisce come la consapevolezza profonda di essere gli unici artefici delle proprie azioni e la capacità di scegliere in piena libertà se riparare o meno il danno arrecato agli altri a causa del proprio comportamento, accettando con serenità le conseguenze della propria scelta.

Questo concetto si riferisce dunque al ruolo di agente consapevole che il soggetto assume nei confronti di sé stesso e della comunità.

Tuttavia, il passaggio dal condizionamento ansioso infantile all’atteggiamento responsabile dell’adulto non avviene in modo naturale o automatico.

Se la persona non viene educata a compiere questa transizione all’interno di un adeguato contesto familiare, formativo o psicoterapeutico (come previsto, ad esempio, nel Training Assertivo e delle Abilità Sociali), tale evoluzione rischia di rimanere bloccata.

Per acquisire la reale consapevolezza di essere gli autori delle proprie azioni, diventa fondamentale apprendere a porsi nella posizione di ‘osservatore neutrale’ della propria esistenza fisica e psichica.

In altri termini, il soggetto deve imparare a osservare i propri comportamenti, le verbalizzazioni e le conseguenze a essi correlate — inclusi i sensi di colpa che possono riemergere dal terreno neurobiologico arcaico —, ma anche i pensieri formulati, gli stati emotivi e le sensazioni corporee percepite, senza farsi ‘sequestrare’ da essi.

Durante questo percorso, riveste particolare importanza apprendere ad astenersi consapevolmente dall’alimentare volontariamente i giudizi negativi che il soggetto emette su di sé in riferimento ai vissuti di colpa.

A questo proposito, l’apprendimento specifico previsto dalla TCCEO favorisce lo sviluppo e il consolidamento di questa posizione privilegiata.

Attraverso l’addestramento del centro di controllo, il paziente acquisisce la capacità di operare il disimpegno attentivo dagli stimoli interni ed esterni, conducendo progressivamente a una drastica riduzione della pervasività del senso di colpa e dei giudizi autosvalutativi e permettendo così l’emergere naturale di una responsabilità matura.

Sotto il profilo neurobiologico, la posizione di osservatore neutrale promossa dalla TCCEO permette di riattivare l’efficienza della Corteccia Prefrontale Dorsolaterale (DLPFC).

Quando il centro di controllo smette di farsi sequestrare dall’allarme somatico aspecifico e interrompe il reclutamento dei giudizi autosvalutativi, si disinnesca il loop di feedback negativo responsabile dell’attivazione dell’amigdala.

Questo sblocco attentivo favorisce il reclutamento e il potenziamento del tono del sistema Vagale Ventrale, deputato alla regolazione emotiva e alla connessione sociale.

Di conseguenza, la transizione verso la responsabilità non rimane un’intenzione astratta, ma si traduce in un ampliamento strutturale della Finestra di Tolleranza: il soggetto impara a co-regolare consapevolmente i propri stati interni nel presente, trasformando l’energia precedentemente sprecata nella paralisi della colpa in un’azione proattiva, assertiva e resiliente.

L’emergere di una responsabilità matura produce effetti positivi sulla vita dell’individuo che superano di gran lunga il semplice contenimento del sintomo.

La persona che raggiunge questo traguardo riprende pienamente il comando delle proprie risorse mentali: sperimenta un maggior grado di libertà decisionale e sviluppa una saggezza che la pone come un punto di riferimento autorevole e sicuro all’interno del proprio contesto relazionale.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

1. Neurobiologia, Teoria Polivagale e Sviluppo

Barrett, L. F. (2017)How Emotions Are Made: The Secret Life of the Brain. Houghton Mifflin Harcourt, Boston – New York.

Porges S.W. (2014). La teoria polivagale. Fondamenti neurofisiologici delle emozioni, dell’attaccamento, della comunicazione e dell’autoregolazione, Giovanni Fioriti Editore, Roma.

Porges S.W. (2018). La guida alla teoria polivagale. Il potere trasformativo della sensazione di sicurezza, Giovanni Fioriti Editore, Roma.

Wormwood J.B., Siegel E.H., Kopec J., Quigley K.S. & Barrett L.F. (2019)You are what I feel: A test of the affective realism hypothesis. Emotion. 2019 Aug;19(5):788-798. doi: 10.1037/emo0000484. Epub 2018 Aug 23. PMID: 30138005.

2. Mentalizzazione, Modelli Cognitivi e Transizione Clinica

Hoffman M.L. (2008). Empatia e sviluppo morale. Il Mulino, Bologna.

Mancini F. (2016)La mente ossessiva. Curare il disturbo ossessivo-compulsivo. Raffaello Cortina Editore, Milano.