Il Training Assertivo (o addestramento alla comunicazione affermativa) e delle Abilità Sociali si basa sull’insegnamento di metodi efficaci e soddisfacenti di comunicazione e di abilità sociali, con l’obiettivo di acquisire le capacità comunicative e la sicurezza emotiva necessarie per raggiungere gli obiettivi comunicativi prefissati e un’integrazione positiva nel contesto sociale (famiglia, scuola, lavoro, ecc.).
L’acquisizione della capacità di comunicare e comportarsi in modo assertivo e delle abilità sociali a esse associate diventano sempre più importanti in qualsiasi contesto sociale, perché le carenze in queste aree si manifestano con imbarazzo e difficoltà nelle relazioni e causano in molte persone un forte stress, che può sfociare in diverse psicopatologie.
Una persona che ha uno stile comunicativo assertivo ha un modo sincero e diretto di comunicare e tende a esprimere emozioni positive e negative, bisogni e desideri, opinioni e critiche, in modi socialmente appropriati, rispettando i diritti degli altri, difendendo i propri diritti e perseguendo gli obiettivi desiderati per sé e nella comunicazione con gli altri.
La persona che adotta questo stile comunicativo basato su una sana espressione di sé e sulla comprensione empatica (comprensione della prospettiva e dei sentimenti degli altri), collabora e accetta il punto di vista degli altri e arrichisce il proprio con esso, decidendo sempre in autonomia e, se il caso lo richiede, è disposta a cambiare la propria opinione, ha un atteggiamento che valorizza gli altri, non giudica né incolpa, fa attenzione a non farsi manipolare, non si aspetta necessariamente che gli altri soddisfino i suoi desideri, non percepisce imbarazzo e ansia sociale, non nutre risentimento e sensi di colpa, mantiene una buona autostima anche se non sempre riesce a raggiunge gli obiettivi che si aspetta dalla comunicazione sociale, sperimenta benessere personale e buone relazioni sociali.
Diametralmente opposti ed estremi sono altri due stili di comunicazione e comportamento, inefficaci e indoddisfacenti per tutte le parti coinvolte nella comunicazione: il passivo e l’aggressivo.
Una persona che ha uno stile comunicativo passivo non è in grado di esprimere emozioni (soprattutto quelle negative), ha un atteggiamento comunicativo sottomesso ai bisogni, ai desideri e alle preferenze altrui, è timida nell’esprimere opinioni personali e incapace di qualsiasi critica, mostra difficoltà nel ricevere e fare complimenti, è troppo disposta a scusarsi anche quando non necessario, difficilmente raggiunge gli obiettivi comunicativi prefissati, è molto attenta a non ledere i diritti altrui, ma non sufficientemente rispettosa dei propri.
La persona che adotta questo stile comunicativo basato sulla negazione dell’espressione di sé e sulla sottomissione empatica (comprensione della prospettiva e dei sentimenti degli altri a scapito dei propri) ha difficoltà a fare o rifiutare richieste (difficoltà a dire di ‘no’), cerca l’approvazione degli altri e dipende dal loro giudizio, spesso teme di sbagliare, è in difficoltà insieme a persone poco conosciute, non ha relazioni sociali in cui si sente soddisfatta e a suo agio, si sente incompresa, soffre di bassa autostima, si sottovaluta e vede gli altri migliori e più capaci di lei, è spesso afflitta da sensi di colpa, disagio personale, depressione [I Modelli della Depressione (Parte Prima): i modelli comportamentali; I Modelli della Depressione (Parte Seconda): il modello cognitivo classico e l’approccio sistemico-processuale; I Modelli della Depressione (Parte Terza): un approccio Cognitivo-Comportamentale integrato nella psicoterapia della depressione], ansia sociale, somatizzazione o altre psicopatologie (in alcuni casi può soffrire di un disturbo evitante di personalità).
Al contrario, una persona con uno stile comunicativo aggressivo si comporta in modo autoritario, oppressivo, manipolativo e vanaglorioso, tende a esprimere le emozioni negative in modi socialmente inappropriati e non esprime quasi mai emozioni positive verso gli altri, può avere comportamenti violenti, sia fisici che verbali (in alcuni casi, può soffrire di un disturbo antisociale di personalità) e ignora i bisogni, i desideri, le preferenze e le opinioni altrui, critica in modo distruttivo e non cambia idea nemmeno quando l’evidenza dei fatti lo richiederebbe, difende solo i propri diritti, mentre offende, giudica, incolpa, svaluta e critica severamente gli altri, mancando di rispetto e violando i loro diritti.
La persona che adotta questo stile comunicativo così invadente, oppressivo e antiempatico, non comprendendo la prospettiva e i sentimenti degli altri e considerando solo i propri, genera aggressività negli altri, compromette le relazioni interferendo in scelte che non la riguardano, non ascolta e interrompe spesso, crede di non commette mai errori e se ne commette non chiede scusa, prova disagio e insoddifazione personale, sensi di colpa, ansia e depressione, solitudine e mancanza di relazioni sociali intime, oneste e soddisfacenti.
Una comunicazione e un comportamento sociale che in alcune circostanze presentano caratteristiche passive e in altre aggressive è definito comunicazione o comportamento passivo-aggressivo.
Un esempio di comunicazione e comportamento passivo-aggressivo è quando un impiegato subisce un torto dal capo e, invece di farsi rispettare, dice ‘Sì, va bene’, ma poi sabota il lavoro del capo ‘dimenticandosi’ intenzionalmente di consegnare un report importante, arrivando in ritardo alle riunioni o lavorando lentamente di proposito (ostilità passiva).
Una persona può avere uno stile di comunicazione e comportamento puramente passivo-aggressivo (in alcuni casi la persona può soffrire anche di un disturbo passivo-aggressivo di personalità), oppure una persona normalmente passiva o aggressiva può occasionalmente mostrare una comunicazione e un comportamento passivo-aggressivi, una comunicazione e un comportamento passivi verso persone percepite come più forti o più capaci di gestire la comunicazione, oppure una comunicazione e un comportamento aggressivi verso persone percepite come più deboli o meno capaci di comunicare in modo efficace.
Può anche accadere che, in una singola interazione comunicativa, alcune comunicazioni e comportamenti verso lo stesso interlocutore presentino caratteristiche passive e altre aggressive.
A volte il contenuto della comunicazione, cioè ciò che si vuole comunicare all’interlocutore, può essere assertivo (altre volte, ovviamente passivo, aggressivo o passivo-aggressivo), mentre la forma della comunicazione, il modo in cui si comunica con l’interlocutore, può non esserlo, o viceversa.
Lo stile comunicativo assertivo, per essere socialmente efficace, deve basarsi sulle capacità di comunicazione verbale e sulle abilità sociali legate alla gestione degli aspetti non verbali della comunicazione.
La persona interessata ad acquisire capacità comunicative e un comportamento assertivo dovrà apprendere le seguenti competenze verbali di base, vale a dire sapere come:
- comunicare e condividere informazioni generali sul contesto ambientale in cui si svolge la conversazione
- dare informazioni generali su di sé (per ascoltare l’opinione dell’altra persona sullo stesso argomento e per creare un primo approccio alla comunicazione)
- fare auto-rivelazione (cioè dare informazioni personali per incoraggiare l’interlocutore ad aprirsi)
- porre domande chiuse, domande aperte o domande che riflettono la comunicazione dell’altra persona
- dare risposte chiuse, risposte aperte o risposte che riflettono la comunicazione dell’altra persona
- partecipare ad una conversazione nel modo giusto e al momento giusto
- gestire i momenti di silenzio durante una conversazione
- fare e ricevere complimenti
- dire di no a richieste insistenti
- fare delle richieste
- esprimere un’opinione
- accettare l’opinione dell’interlocutore
- fare delle critiche
- rispondere alle critiche
- gestire le persone invadenti e insistenti
- cambiare il contenuto di una conversazione
- terminare una conversazione
La persona interessata ad acquisire capacità comunicative e un comportamento assertivo dovrà anche apprendere le seguenti competenze non verbali di base, vale a dire sapere come:
- osservare il comportamento non verbale dell’interlocutore
- mantenere il contatto oculare, per non apparire distratti o sfuggenti all’interlocurore o, al contrario, invadenti
- utilizzare movimenti della testa e delle mani adeguati al contesto comunicativo
- far capire all’interlocutore in modo non verbale che la sua comunicazione è interessante
- modulare e sottolineare la comunicazione verbale aggiungendo la mimica facciale coerente al contenuto della comunicazione e al contesto comunicativo
- usare una postura aperta, accogliente, sicura, rilassata e non invadente durante la comunicazione
- gestire il contatto fisico in modo da non sentirsi a disagio o da non mettere in imbarazzo l’interlocutore
- utilizzare il giusto tono di voce, sia nell’intonazione che nel volume
- gestire il proprio spazio personale in modo da non sembrare distante e impaurito o, al contrario, irrispettoso dello spazio dell’interlocutore
- intervenire nella comunicazione al momento giusto cogliendo le informazioni non verbali necessarie
- assicurarsi che le proprie comunicazioni verbali siano coerenti con quelle non verbali, in modo che il contenuto della comunicazione e lo stato emotivo associato vengano rafforzati e resi credibili
- comprendere lo stato emotivo del partner comunicativo e rispondere in modo appropriato per creare una comunicazione empatica
Tutte queste competenze comunicative e di comportamento assertivo possono essere apprese in un contesto di formazione aziendale o professionale oppure nel contesto di una psicoterapia, individuale, di coppia, familiare o di gruppo.
Durante l’insegnamento di queste competenze, il formatore o lo psicoterapeuta possono utilizzare molte strategie e tecniche, come il role-playing, il modellamento o ‘modeling’, il modellaggio comportamentale o ‘shaping’, esercizi specifici, ecc.
Un percorso di formazione (o di psicoterapia, se la persona soffre già di disturbo o di una psicopatologia che richiede un intervento per potenziare le capacità comunicative) in comunicazione affermativa e abilità sociali è un’esperienza molto stimolante che ha un impatto positivo sulle relazioni in casa, al lavoro, con gli amici e con gli estranei e protegge dallo stress (e da possibili psicopatologie o dal loro aggravamento) che, per loro stessa natura, le relazioni sociali possono creare quando una persona non possiede le competenze adeguate per gestire al meglio la comunicazione sociale.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
Alberti, R.E., Emmons, M.L. & Zueneli, F. (Traduttore) (2003). Essere assertivi. Come imparare a farsi rispettare senza prevaricare gli altri. Editore: Il Sole 24 Ore, Milano.
American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Anchisi, R. & Gambotto Dessy, M. (1995). Non solo comunicare : teoria e pratica del comportamento assertivo. 2. ed. – Torino : Libreria Cortina.
Baggio, F. (a cura di) (2013). Assertività e training assertivo. Teoria e pratica per migliorare le capacità relazionali dei pazienti. Franco Angeli, Milano.
Gillen, T. (1997). Assertiveness. Londra: CIPD Publishing.
Giusti, E. (1992). Training dell’Assertività. Mai dire di sì quando si vorrebbe dire di no. Quaderni A.S.P.I.C. a cura di Giusti E. e Montanari, C., Sovera Edizioni, Roma.
Lanari, G. & Calbi N. (2004). La comunicazione assertiva. Edizioni Finson, Milano.
