
Le persone che soffrono di un Disturbo d’Ansia Sociale o Fobia Sociale hanno intensa paura o ansia durante conversazioni, riunioni, banchetti, esami, spettacoli, prestazioni professionali, ecc., ovvero in tutte quelle situazioni sociali e interpersonali in cui possono avere la sensazione di essere valutati dagli altri.
Per le persone affette da questo disturbo, il modo migliore per ridurre il livello di stress emotivo è evitare tutte le situazioni che generano ansia o paura.
La paura e l’ansia sociale sporadiche, così come l’evitamento occasionale di situazioni sociali, non sono caratteristiche distintive delle persone con ansia sociale; al contrario, queste reazioni emotive e comportamenti di evitamento devono durare per molti mesi e devono interferire in modo significativo con il normale svolgimento delle attività quotidiane (scuola, lavoro, gioco, sport, ecc.), creando notevoli difficoltà alla persona che soffre di questo disturbo (L’importanza di formulare la diagnosi in psicoterapia; L’assessment Cognitivo-Comportamentale: una valutazione multidimensionale per la formulazione della diagnosi in psicoterapia).
Il disturbo d’ansia sociale presenta sintomi psicofisici simili a quelli che caratterizzano un attacco di panico (tachicardia, tremori, disturbi addominali, ecc.), sebbene la loro quantità e intensità non raggiungano i livelli di un attacco di panico e i sintomi non siano inaspettati e possano essere evitati evitando attivamente le situazioni temute.
La preoccupazione di apparire imbarazzati e la paura di essere giudicati per un comportamento socialmente inappropriato o per qualsiasi sintomo fisico visibile in situazioni sociali o in situazioni di prestazione in cui un compito deve essere eseguito o completato (ad esempio, un esame scolastico) sono le esperienze più comuni vissute da una persona con disturbo d’ansia sociale.
La paura di parlare in pubblico è spesso causata dal timore di balbettare o dal timore che il proprio tono di voce o la propria dizione possano essere percepiti come sgradevoli.
Anche la paura di apparire poco chiari durante una conversazione, soprattutto di fronte a persone in posizioni di autorità, oppure la paura di parlare con persone di sesso opposto o verso le quali si nutrono sentimenti o si hanno interessi, possono essere paure tipiche di chi soffre di disturbo d’ansia sociale.
La strategia più comunemente utilizzata è quella di evitare di andare o di trovarsi in determinati luoghi pubblici (ricevimenti, riunioni, conferenze, ecc.) per paura di mangiare, bere, parlare, scrivere, usare il bagno, ecc. e per paura che gli altri possano notare arrossamento del viso, aumento della sudorazione (alle mani, alle ascelle, ecc.) o tremore alle mani.
Rendendosi conto che la paura è eccessiva e irragionevole e non riuscendo a controllarla, la persona cercherà sempre più di evitare le situazioni che la spaventano o tenterà, con estremo sforzo, di tollerare la situazione sociale o prestazionale temuta, ma la vivrà con grande tensione e attenderà con impazienza che finisca.
I sintomi e i comportamenti di evitamento del disturbo d’ansia sociale possono essere complicati dalla creazione di circoli viziosi con ansia anticipatoria causata dal pensiero di trovarsi in situazioni sociali o prestazionali attese e temute, situazioni che causano ulteriore imbarazzo ed evitamento, aumento dell’ansia, sintomi fisici, ecc.
Fattori di predisposizione genetica e una o più esperienze umilanti e traumatiche (ad es., di bullismo) durante l’adolescenza, in ragazzi che presentano già tratti di inibizione e timidezza, sembrano svolgere un ruolo importante nella genesi di questo disturbo, mentre negli anziani l’ansia sociale è spesso causata dalla vergogna per il declino fisico e cognitivo e le sue conseguenze sul comportamento.
Le persone che presentano sintomi di ansia sociale più intensi e generalizzati in molti o tutti i contesti sociali potrebbero essere affette da Disturbo Evitante di Personalità, mentre non è raro che alcune Fobie si presentino contemporaneamente al disturbo d’ansia sociale.
Lo stress sociale che può provare chi soffre di disturbo d’ansia sociale e i persistenti comportamenti di evitamento a esso associati possono portare la persona a sentimenti di solitudine, isolamento sociale e demoralizzazione che, nel tempo, possono esitare in un Disturbo Depressivo {[I Modelli della Depressione (Parte Prima): i modelli comportamentali], [I Modelli della Depressione (Parte Seconda): il modello cognitivo classico e l’approccio sistemico-processuale], [I Modelli della Depressione (Parte Terza): un approccio Cognitivo-Comportamentale integrato nella psicoterapia della depressione]}.
In alcuni soggetti predisposti, l’ipertiroidismo è una condizione medica che può facilitare il verificarsi di condizioni fisiologiche presenti anche nel disturbo d’ansia sociale.
In questo caso è consigliabile contattare il proprio medico e, se necessario, su suo consiglio, consultare un endocrinologo.
L’uso di alcune sostanze tossiche o potenzialmente tossiche, in particolare della classe degli stimolanti o eccitanti (come amfetamine, cocaina, caffeina, taurina, ecc.), ha generalmente effetti vasocostrittori e tende a produrre un aumento della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca (tachicardia) e della frequenza respiratoria (tachipnea), causando sintomi più intensi di ansia e panico, mentre il consumo frequente di alcol in situazioni sociali può diventare una cattiva abitudine aquisita involontariamente nel tentativo di abbassare i sintomi dell’ansia sociale.
Questi effetti fisiologici, in alcuni individui predisposti, possono peggiorare il disturbo d’ansia sociale (Relazioni tra uso di sostanze tossiche, ansia, attacchi di panico e depressione).
Generalmente, in assenza d’intervento psicoterapeutico (Disturbo d’Ansia Sociale o Fobia Sociale: ipotesi eziologiche, caratteristiche della personalità e metodi di trattamento) i sintomi tendono a persistere per tutta la vita, sebbene siano soggetti a modificazioni e, talvolta, possano ridursi di gravità con l’avanzare dell’età adulta.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.
Bibliografia di riferimento principale e informazioni aggiuntive:
MANUALE MSD (Versione per i pazienti)
National Institute of Mental Health
American Psychiatric Association(2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.
Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.
