Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Il ruolo delle immagini mentali in psicoterapia cognitivo-comportamentale

Le immagini mentali (Cosa sono le Immagini Mentali?) e le tecniche immaginative sono utilizzate da quasi tutti gli approcci psicoterapeutici, ma trovano un impiego particolarmente ampio nei trattamenti di Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) e di Terapia Cognitiva-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentivi.

Le Tecniche Immaginative vengono utilizzate nel trattamento di molti disturbi, tra cui: disturbo di panico, attacchi di panico, fobie, agorafobia, ansia generalizzata, ansia sociale, ansia di malattia, ansia da separazione, disturbo da sintomi somatici, disturbo di conversione, stress, disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress, disturbo post-traumatico da stress complesso, disturbi alimentari (anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata), disfunzioni sessuali, insonnia, ecc.

Le tecniche che utilizzano l’immagine mentale si sono rivelate molto utili anche nell’approccio al paziente oncologico (per mobilitare le risorse necessarie ad affrontare la malattia) e, soprattutto, in tutti quei casi in cui, a scopo terapeutico, risulta utile, se non quasi indispensabile, indurre o favorire un profondo rilassamento psicofisico (Il rilassamento muscolare e viscerale: Rilassamento Muscolare Progressivo, Training Autogeno di Schultz e Tecniche di Rilassamento Immaginativo).

Prove sperimentali dimostrano che le immagini mentali sono per molti aspetti simili alle percezioni autentiche.

La percezione sensoriale è il modo in cui interagiamo e ci colleghiamo con il mondo.

Per molti versi, provare qualcosa nell’immaginazione può essere considerato psicologicamente equivalente al provare quella cosa nella realtà.

Percepire in modo diverso significa entrare in contatto con il mondo e con la realtà in modo diverso.

Percezioni diverse sono accompagnate anche da risposte neurofisiologiche (del cervello) e psicofisiologiche (del corpo e della mente) diverse.

Durante specifici processi immaginativi è stato dimostrato quanto segue:

  1. aumento della salivazione;
  2. aumento della glicemia;
  3. inibizione dell’attività gastrointestinale;
  4. aumento della secrezione di acido gastrico;
  5. modificazioni della tensione muscolare, sudorazione delle mani, frequenza cardiaca, temperatura periferica, ecc.

Percepire qualcosa di rilassante e calmante consente di percepire in realtà un aumento del rilassamento e della distensione.

Il rilassamento e la distensione possono poi essere misurati oggettivamente attraverso uno strumento elettronico e computerizzato chiamato Biofeedback Periferico (Il Biofeedback Periferico e il Profilo Psicofisiologico).

Come accennato in precedenza, gli esercizi di rilassamento immaginativo possono essere utilizzati per desensibilizzare fobie, stati di ansia e traumi.

In tali casi, lo stato psicofisiologico di profondo rilassamento viscerale e muscolare tende a inibire la risposta psicofisiologica disfunzionale o a produrre uno stato di adattamento neurobiologico ad essa, con conseguenze che possono avere ripercussioni anche sull’equilibrio neurofisiologico (per maggiori informazioni su questo argomento si veda la procedura terapeutica LTDR di N. Bonaventura).

La Desensibilizzazione Sistematica (D .S.) e il Flooding sono sicuramente le tecniche cognitivo-comportamentali più diffuse che utilizzano l’immaginazione mentale.

Nella D. S., la desensibilizzazione avviene nella fase in cui il paziente visualizza, in uno stato di rilassamento, la situazione in cui si presenta uno stimolo ansiogeno o fobico.

Al contrario, nel Flooding le immagini mentali vengono utilizzate per evocare situazioni che provocano ansia e il paziente è ripetutamente e intensamente esposto ad esse fino a quando non si verifica l’adattamento.

Altre tecniche sono indicate nei casi in cui il paziente tenta di rivivere un evento traumatico, interrompendo l’immagine dell’evento traumatico attraverso input sensoriali e sostituendo poi la fantasia ansiosa con una fantasia piacevole e rilassante.

L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing o Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari) e la LTDR (Long-Term Depression and Reprocessing of fearful and traumatic memories o Depressione a Lungo-Termine e Rielaborazione dei ricordi paurosi e traumatici), due trattamenti specifici per i traumi (ma utilizzabili per trattare anche altre psicopatologie), utilizzano l’immaginazione mentale in modo del tutto simile a quanto sopra detto.

Anche la ripetizione guidata di una fantasia inquietante è una tecnica preziosa per modificarla in un significato meno catastrofico e più realistico.

La proiezione immaginativa positiva verso il futuro (proiezione dei giorni, mesi o anni a venire) tende a modificare l’entità del disagio percepito nel presente dal paziente che sta vivendo una situazione inevitabilmente preoccupante, spiacevole o dolorosa (tecnica molto utile per affrontare le fasi più destabilizzanti di malattie gravi o invalidanti).

Questa tecnica permette al paziente di distaccarsi dalla situazione angosciante e porsi in una prospettiva più positiva e accettante.

Attraverso l’immaginazione mentale è inoltre possibile stimolare il paziente a comprendere connessioni e aspetti della realtà che gli erano sfuggiti o a cui non aveva prestato attenzione, nonché a modificare vecchie immagini e sostituirle con altre per lui più funzionali.

Lavorando in questa direzione, si possono utilizzare anche tecniche immaginative per identificare gli schemi cognitivi centrali (identificati e classificati dagli esponenti dell’approccio cognitivo classico e ulteriormente analizzati e approfonditi dalla Schema Therapy) per il paziente e metterlo nella condizione di ‘sentirli’ a livello emotivo.per il paziente e metterlo nella condizione di ‘sentirli’ a livello emotivo.

In questo modo si può aiutare il paziente a collegare emotivamente le difficoltà della vita attuale con gli schemi cognitivi che si sono consolidati durante il suo sviluppo.

L’implementazione di tutte le tecniche immaginative finora descritte (e di molte altre) richiede un breve addestramento del paziente affinché le immagini elaborate siano fedeli rispetto a tutte le modalità sensoriali (visiva, uditiva, tattile, gustativa e olfattiva) ed egli sia capace di mantenerle stabili nella mente.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista’.

Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), American Psychiatric Association, Publishing, Washington, DC, 2022 e successivi aggiornamenti.

Nota: Le citazioni e le descrizioni dei quadri clinici presenti in questo testo sono rielaborazioni e traduzioni dall’originale inglese a cura dell’autore.

Per l’edizione ufficiale italiana, si veda: American Psychiatric Association (2023). DSM-5-TR. Milano: Raffaello Cortina Editore.