Dr. Nunzio Bonaventura – Psicologo, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale e Biofeedback Terapeuta

Quinto Chakra

Vishuddha Chakra (Chakra della Gola)

Premessa

Questa sezione fa parte dell’introduzione teorica alla MEPAC (Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra di N. Bonaventura), un modulo specialistico teorico-pratico, non clinico, che utilizza la conoscenza millenaria dei chakra come mappa per l’equilibrio dell’attenzione e la realizzazione dell’Essere.

La MEPAC è un protocollo avanzato e metodologicamente indipendente, derivato dalla Terapia Cognitivo Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura) dei processi attentividestinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.

L’accesso al modulo è riservato a chi ha completato un percorso terapeutico e desidera proseguire la propria evoluzione interiore, oppure a chi – in assenza di condizioni cliniche o psicopatologiche che richiedano un trattamento prioritario – mira a raggiungere un livello di consapevolezza superiore attraverso un rigoroso lavoro su se stesso.

Vishuddha Chakra

1) Posizione: Gola, centro della laringe

2) Ghiandola: Tiroide

3) Senso fisico: Udito

4) Elemento: Etere

5) Colore: Azzurro

6) Petali del loto: 16

7) Simbolo: Loto con un triangolo al centro con l’apice rivolto verso il basso e recante al suo interno un cerchio bianco

8) Mantra: Ham

9) Mudra: Vishuddha Mudra

10) Nota musicale: Sol

11) Funzioni fisiche: le funzionalità della ghiandola tiroidea e paratiroidea, della gola, del collo, della bocca, dei denti, delle gengive, della mandibola e dell’apparato uditivo potrebbero riflettersi sull’equilibrio energetico di questo centro

12) Funzioni mentali: la capacità di comunicazione autentica, l’espressione creativa e la sincerità, l’integrità della propria parola e la capacità di ascolto profondo potrebbero influenzare attivamente la stabilità di questo centro

Il quinto chakra, noto come Vishuddha, è situato nel plesso laringeo (gola); rappresenta il primo dei centri energetici cosiddetti ‘superiori’ e si configura come il ponte fenomenologico tra il sentire del cuore e il pensare della mente.

Alcune tradizioni spirituali orientali, che hanno radici comuni nell’Induismo (in particolare nelle correnti del Tantra e dell’Hatha Yoga), identificano nel quinto chakra la funzione di trasformare l’interiorità (sentimenti e pensieri) in espressione manifesta

Simbolicamente, Vishuddha è governato dall’elemento Etere (lo spazio), motivo per cui è considerato il centro delle vibrazioni, del suono e della risonanza dell’Essere nel mondo.

La verbalizzazione dei Mantra (dal sanscrito manas, mente, e trayati, liberare) – sillabe, parole o frasi sacre che vengono ripetute ritmicamente per focalizzare la mente e indurre stati di coscienza superiori – coinvolge in primo luogo questo centro e diventa uno strumento tecnico che, attraverso l’emissione sonora di frequenze specifiche (come il mantra Ham), esercita una stimolazione meccanica e vibratoria diretta sul plesso laringeo e sulla ghiandola tiroidea, e agisce, tramite la focalizzazione dei processi attentivi, come un ancoraggio cognitivo che calma le ‘fluttuazioni della coscienza’ (le Vritti  Patañjali) e permette l’ascesa ai chakra superiori ( e ), dove la verbalizzazione lascia il posto al Silenzio Assoluto (7°).

Per le tradizioni menzionate, la funzione primaria di Vishuddha risiede nella comunicazione autentica: un atto che non si limita al semplice ‘parlare’, ma che integra l’ascolto profondo e la trasmissione della propria verità interiore, libera da filtri o condizionamenti.

In questo centro si compie il passaggio dal semplice ‘emettere suoni’ al ‘vibrare in armonia’ con la propria natura essenziale. Vishuddha è dunque inteso come il punto in cui l’energia sottile delle intuizioni si traduce in materia densa attraverso la vibrazione sonora, agendo come un trasduttore di coscienza.

Mentre ai chakra inferiori è attribuita la dialettica della sopravvivenza (), del fluire emotivo () e della regolazione del potere personale (), e al quarto chakra è riconosciuta la dimensione del ‘Noi’ e dell’equilibrio relazionale, il quinto chakra segna il passaggio cruciale all’autoaffermazione attraverso la Verità

Qui, il diritto a esistere non è più una rivendicazione istintiva, ma si trasforma nell’espressione integra del proprio Sé, dove la parola diventa il veicolo manifesto della coerenza raggiunta nei centri precedenti.

L’equilibrio energetico di questo centro si riflette nella capacità di gestire il silenzio come uno spazio creativo e di incarnare la propria parola con integrità.

In questa prospettiva, il silenzio non è assenza di comunicazione, ma la forma più elevata di ascolto della propria coscienza, e probabilmente lo stato di maggior equilibrio energetico del quinto chakra.

Dal punto di vista psicologico, Vishuddha riflette il ‘diritto di avere voce ed essere ascoltati’. Se questo diritto viene negato o violato durante lo sviluppo — ad esempio in sistemi familiari dominati dalla segretezza o dall’inibizione espressiva — l’adulto può strutturare meccanismi di difesa basati sulla negazione dei propri bisogni o sulla somatizzazione del ‘non detto’.

Esperienze di abuso e violenza (fisica o sessuale), spesso aggravate da minacce volte a imporre il segreto, configurano ferite profonde che colpiscono la capacità stessa di gridare il proprio dolore.

Tali vissuti traumatici (Disturbo Post-Traumatico da Stress e Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso) potrebbero riflettersi in una costrizione cronica dell’area laringea, impedendo all’anima di manifestare la propria vibrazione autentica.

Anche la semplice mancanza di comunicazione diretta e naturale riguardo alla sessualità, al suo sviluppo e alle nuove e urgenti esigenze del corpo durante la crescita sessuale potrebbe influenzare non solo l’equilibrio energetico del quinto chakra, ma anche la sua relazione energetica con il primo e il secondo chakra.

Inoltre, lo squilibrio energetico di Vishuddha può originare da dinamiche transgenerazionali: il ‘potere del non detto’ riguardo a traumi familiari inespressi può passare tra le generazioni come un’eredità silenziosa.

L’individuo può ritrovarsi a parlare con le inibizioni di un genitore, incapace di trovare la propria frequenza originale. Pertanto, un processo di ‘purificazione’ (etimologia di Vishuddha) delle dinamiche psicologiche e della comunicazione familiare risulta essenziale per ripristinare il corretto fluire dell’attenzione in questo centro.

Uno dei fenomeni psicologici più rilevanti che potrebbero essere associati al quinto chakra è la costruzione del Falso Sé comunicativo.

In questa dinamica, la persona utilizzerebbe il linguaggio non per rivelarsi, ma per nascondersi dietro una ‘maschera verbale’, erigendo una cortina fumogena di parole superficiali per impedire all’altro l’accesso alla propria interiorità.

Poiché la gola rappresenta lo stretto passaggio tra il cervello e il resto del corpo, una contrazione del vissuto espressivo in questa zona potrebbe creare una scissione profonda: l’individuo sperimenterebbe una disconnessione testa-corpo, analizzando tutto razionalmente ma risultando incapace di dare voce a ciò che sente nel cuore o nelle viscere. Tale frammentazione potrebbe riflettersi in forme di alessitimia (l’incapacità di identificare e nominare le proprie emozioni).

La menzogna cronica — sia essa legata a bugie compulsive per timore di mostrare il vero Sé, o a bugie patologiche utilizzate da personalità narcisistiche per manipolare e ridefinire la realtà altrui — si manifesterebbe come una distorsione della risonanza di Vishuddha.

Allo stesso modo, quando la voce interiore si trasforma in un critico implacabile, l’energia del centro laringeo risulterebbe compromessa e rivolta verso l’interno.

Le tradizioni orientali associano il quinto chakra anche al sistema uditivo; l’incapacità di ricevere input esterni attraverso l’ascolto rappresenterebbe un deficit funzionale significativo.  Quando il soggetto è assorbito in un monologo perpetuo l’interferenza sull’equilibrio di Vishuddha sarebbe inevitabile.

Dal punto di vista neurofisiologico, la comunicazione efficace e l’ascolto attivo sarebbero mediati dal Sistema di Ingaggio Sociale (Social Engagement System) descritto nella Teoria Polivagale di Stephen Porges. I nervi cranici che regolano la laringe e la faringe sono gli stessi che coordinano l’espressione facciale e l’ascolto selettivo: la capacità di ‘vibrare in armonia’ dipenderebbe dunque dalla maturità del Parasimpatico Ventrale, che permetterebbe una comunicazione sicura e sintonizzata.

A tal proposito e per inciso, l’attività prevalente del Parasimpatico Ventrale può essere valuta in maniera innovativa attraverso l’uso del biofeedback periferico e della Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo (di N. Bonaventura) e corrisponde a un pattern fisiologico caratterizzato da una precisa combinazione della Tensione Muscolare, della Conduttanza Cutanea, della Frequenza Cardiaca e della Temperatura Periferica.

Comprendere che l’ascolto è un nutrimento psicologico essenziale significherebbe, fenomenologicamente, restituire ampiezza e ricezione al quinto chakra.

La comunicazione assertiva, caratterizzata dall’ascolto attivo (compreso l’ascolto sensibile di ciò che non viene detto verbalmente), dal saper dire ‘no’ quando necessario, dal saper fare complimenti agli altri senza sentirsi in imbarazzo o incapaci di criticarli o difendere il proprio punto di vista, senza paura del giudizio altrui e accettando la propria unicità (libertà di espressione), e dalla libertà di esprimere emozioni difficili (paura, ansia, rabbia, tristezza, disprezzo, disgusto, ecc.), indicherebbe un equilibrio energetico ottimale.

Al contrario, un comportamento dominante o seduttivo (Disturbo Narcisistico di Personalità e Disturbo Istrionico di Personalità) potrebbe riflettersi in uno stato di iperattività energetica.

Le persone con queste caratteristiche tenderanno a parlare incessantemente per evitare il silenzio o per dominare gli altri (logorrea), potranno usare le parole come armi per distorcere la realtà a proprio vantaggio (manipolazione verbale) o per giudicare costantemente gli altri in modo severo (cinismo), e probabilmente non saranno in grado di sentire le comunicazioni degli altri.

D’altro canto, l’auto-repressione manifestata dalla paura di parlare in pubblico o di esprimere critiche o semplicemente pensieri contrari (paura che può portare persino al panico); la sensazione di corpo estraneo in gola (bolo isterico) come manifestazione somatica di un’emozione che ‘spinge’ per uscire, ma è trattenuta dalla volontà cosciente; la tendenza a nascondere i propri sentimenti per paura di essere vulnerabili (segretezza); e la difficoltà nell’elaborare le informazioni e trasformarle in concetti comunicabili, potrebbero riflettersi in una carenza energetica o in una forma di blocco del trasduttore laringeo.

Sotto il profilo psicosomatico, le alterazioni della ghiandola Tiroide sarebbero simbolicamente associate al metabolismo del tempo.

L’ipertiroidismo rifletterebbe l’atteggiamento di chi si affretta ansiosamente per timore di non essere compreso (riflesso di iperattività in Vishuddha).

Chi soffre di ipotiroidismo, invece, sembrerebbe aver rinunciato a lottare per la propria voce, in risonanza con stati depressivi che si rifletterebbero in una marcata ipoattività del quinto chakra.

A livello psicologico avanzato, la trasformazione del giudizio in discernimento potrebbe essere associata simbolicamente al quinto chakra e, dal punto di vista psicosomatico, l’uso distorto delle parole (pettegolezzi, calunnie, critiche distruttive) per ferire gli altri potrebbe influire negativamente sulla funzionalità tiroidea e del sistema endocrino, ‘come se’ fosse una forma di autointossicazione energetica.

Anche le corde vocali, le vertebre cervicali (la tensione cronica del collo, a volte diagnosticata come cervicalgia, è spesso associata a conflitti nell’espressione del linguaggio) e il sistema uditivo potrebbero essere simbolicamente coinvolti nella sofferenza energetica del quinto chakra.

In effetti, i problemi cronici alla gola vengono spesso interpretati, psicosomaticamente, come ‘parole non dette’ o ‘verità ingoiate’, sottolineando che il quinto chakra, oltre a essere associato all’emissione del suono, potrebbe anche essere simbolicamente coinvolto nell’atto di ‘inghiottire’ o ‘espellere’ (metaforicamente e fisicamente) e nella difficoltà nel ‘digerire’ la realtà esterna o nell’esprimere rifiuto o disgusto verso situazioni tossiche.

I disturbi della deglutizione o in comportamenti legati al controllo dell’alimentazione (Anoressia Nervosa, Bulimia Nervosa, Alimentazione Incontrollata), dove la gola diventa un confine rigido tra il sé e il mondo esterno, potrebbero psicosomaticamente essere interpreati in tal senso e riflettersi negativamente sull’equilibrio funzionale ed energetico di Vishuddha.

In accordo con quanto chiaramente affermato nella sezione intitolata ‘Che cos’è la Metodologia per l’Equilibrio dei Processi Attentivi sui Chakra (MEPAC)?’, l’eliminazione dei sintomi psicofisiologici, dei possibili disturbi mentali e delle cause che mantengono di riflesso una probabile attività eccessiva o carente del quinto chakra (come anche degli altri chakra) è il presupposto per l’accesso al protocollo MEPAC avanzato e metodologicamente indipendente, destinato a individui o gruppi in condizioni di benessere psicofisico e finalizzato esclusivamente alla crescita personale e spirituale.

Una volta che una persona ha acquisito la capacità di esprimere verbalmente i propri pensieri e bisogni in modo calmo, socialmente appropriato e persuasivo, entrando in una relazione non conflittuale con la realtà circostante, può utilizzare appieno le possibilità evolutive degli ultimi due centri, il sesto e il settimo chakra.

Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista. In accordo con la psicopatologia fenomenologica di Karl Jaspers, va sottolineato che i chakra vengono utilizzati esclusivamente come mappe concettuali per la gestione del carico attentivo e l’analisi dei vissuti soggettivi. L’approccio fenomenologico, infatti, cerca la connessione interna dei sensi: non chiede perché succede (spiegazione causale), ma come appare alla coscienza del soggetto. Il riferimento alla psicopatologia non intende fornire prove eziologiche (causa-effetto) tra l’ipotesi di uno squilibrio energetico ‘sottile’ e un disturbo psichiatrico; in definitiva, quando lavori sui chakra, tu non ‘spieghi’ un’energia invisibile, ma ‘comprendi’ come il soggetto vive la sua attenzione in quel punto. Al contrario, coerentemente con l’approccio jaspersiano, si ipotizza che possa verificarsi il percorso inverso, dove il disturbo clinico impatta sul vissuto del centro; tale analisi serve agli psicoterapeuti che applicano la TCCEO come sistema di orientamento fenomenologico e criterio guida di esclusione dalla MEPAC.’

Alcune delle principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:

Basi Scientifiche e Cliniche (T.T.E.S. e TCCEO)

Validazione Scientifica e Ricerca Indipendente

In questa sezione si documentano le basi cliniche e la ricerca indipendente del Dr. Bonaventura.

Bonaventura N., Nuove Metodologie per il Biofeedback in Psicosomatica: La Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo. Relazione presentata, tra i vari contributi a congressi internazionali, alle Conferenze Internazionali Estive, Catania, Italia, 2003 (Sezione: Psicosomatica e Medicina, Teoria e Pratica Clinica Integrata).

T.T.E.S. – Sito Ufficiale della Teoria Tricromatica dell’Equilibrio dei Sistemi.

Protocolli di Terza Generazione e Processi Attentivi

Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’attenzione, alla mindfulness e alla fenomenologia del vissuto.

Jaspers K., Psicopatologia generale, Il Pensiero Scientifico Editore, 2000 (Ed. orig. 1913). [Riferimento metodologico per l’analisi fenomenologica dei processi attentivi nella MEPAC].

Wells A., Metacognitive Therapy for Anxiety and Depression, The Guilford Press, 2011.

Segal Z., Williams M., Teasdale J., Mindfulness-Based Cognitive Therapy for Depression, The Guilford Press, 2018.

Hayes S. C., Strosahl K. D., Wilson K. G., Acceptance and Commitment Therapy. The Process and Practice of Mindful Change, The Guilford Press, 2016.

Linehan M. M., Trattamento cognitivo-comportamentale del disturbo borderline. Il modello DBT, Raffaello Cortina Editore, 2021.

Gilbert P., Introducing compassion-focused therapy, Cambridge University Press, 2018.

Modelli Fenomenologici e Psicologia dei Centri Energetici (MEPAC)

Testi utilizzati per l’analisi dei vissuti corporei e la gestione del carico attentivo secondo il modello dei chakra.

Klausbernd V., I Chakras. Guide Ed. Armenia, 2000.

Anodea J., Il libro dei chakra. Il sistema dei chakra e la psicologia. Neri Pozza Editore, 1998.

Anodea J., Chakras, ruote di vita. Armenia, 1997.

Dominique L., Il manuale del chakra. Hobby & Work Publishing, 1997.

Fondamenti Diagnostici e Clinici

American Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5-TR), APA Publishing, 2022. [Punto di riferimento per l’inquadramento delle psicopatologie e i criteri di esclusione della MEPAC].

Fondamenti Post-Razionalisti e Cognitivi

Riferimenti scientifici internazionali che validano l’approccio orientato all’analisi dei processi cognitivi, alla ristrutturazione razionale e alla conoscenza del Sé.

Guidano V. F., Il sé nel suo divenire. Verso una terapia cognitiva post-razionalista, Bollati Boringhieri, 1992.

Guidano V. F., La complessità del sé. Un approccio sistemico-processuale alla psicopatologia e alla terapia cognitiva, Bollati Boringhieri, 1988.

Beck A. T., Principi di terapia cognitiva. Un approccio nuovo alla cura dei disturbi affettivi, Astrolabio, 1984.

Ellis A. e De Silvestris C., Ragione ed emozione in psicoterapia, Astrolabio, 1989.

Tradizioni Sapienziali e Filosofia Perennis (Fonti di riferimento MEPAC)
Fonti storiche e filosofiche che ispirano la ricerca sull’evoluzione dell’Essere e lo sviluppo spirituale.

Dyczkowski M. S., La dottrina della vibrazione nello sivaismo tantrico del Kashmir, Adelphi Edizioni, Milano, 2013.

Aurobindo S., Guida allo yoga. Gli insegnamenti del grande maestro, Edizioni Mediterranee, Roma, 2009.

Agostino d’Ippona (Sant’), Le confessioni, Paoline Editoriale Libri, Milano, 1998.

Iyengar B. K. S., Gli antichi insegnamenti dello yoga. I sutra del grande maestro Patañjali, Gruppo Editoriale Futura, 1997.

Ouspensky P. D., La quarta via. Discorsi e dialoghi secondo l’insegnamento di G. I. Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1997.

Osho R., La bibbia di Rajneesh, Bompiani, Milano, 1996.

Osho R., Il libro dei segreti, Bompiani, Milano, 1995.

Osho R., Tantra. La comprensione suprema, Bompiani, Milano, 1994.

Giovanni Della Croce (San), La Notte Oscura, Piero Gribaudi Editore, Milano, 1993.

Guénon R., Gli stati molteplici dell’essere, Adelphi Edizioni, Milano, 1996.

Guénon R., L’uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta, Adelphi Edizioni, Milano, 1992.

Guénon R., Introduzione generale allo studio delle dottrine indù, Adelphi Edizioni, Milano, 1989.

Teresa d’Avila (Santa), Cammino di Perfezione, Città Nuova Editrice, Roma, 1980.

Ouspensky P. D., Frammenti di un insegnamento sconosciuto: testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di Gurdjieff, Casa Editrice Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma, 1976.

Abhinavagupta, Luce delle Sacre Scritture (Tantrāloka), a cura di Raniero Gnoli, UTET, Torino, 1972.

La Sacra Bibbia, Vol. I, II e III, SAIE Editrice, Torino, 1969.

Aurobindo S., La sintesi dello Yoga. Vol. I, II, III, Ubaldini Editore, Roma, 1967-1969.