Negli anni ’50, Hans Selye introdusse il termine ‘stress’, che definì come ‘una perturbazione dell’equilibrio iniziale dell’organismo’.
Lo stress si distingue dagli ‘stressors’ (stressori), che sono stimoli di vario tipo o situazioni che producono stress.

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Hans Selye considerava la risposta dell’organismo allo stress come una risposta fisiologica aspecifica (ossia indipendente dalla qualità degli stressori che l’hanno causata), che si evolve nel tempo in tre fasi precise e che egli definì Sindrome Generale di Adattamento.

(Fasi: 1) Allarme; 2) Resistenza; 3) Esaurimento.)
David G. Myers – Exploring Psychology 7th ed. (Worth) pagina 398.
Secondo questo modello fisiologico, l’obiettivo dell’organismo è quello di rispristinare l’Omeostasi riducendo e poi estinguendo la ‘perturbazione dell’equilibrio iniziale’.
La prima Fase della Sindrome Generale di Adattamento è la Fase di Allarme, che è fisiologicamente divisa in una Fase (1a) Immediata e una Fase (1b) Ritardata.
La Fase (1a) della Reazione di Allarme Immediata [Risposta di Attacco-Fuga per ripristinare l’Omeostasi (W. Canon)] presenta le seguenti caratteristiche fisiologiche:

- Mobilitazione delle risorse di energia
- Aumento della frequenza cardiaca
- Aumento della pressione sanguigna
- Aumento della gittata cardiaca
- Broncodilatazione
- Aumento del flusso sanguigno ai muscoli
- Aumento della coagulazione del sangue
- Vasocostrizione periferica
- Riduzione della motilità intestinale
- Stimolazione del Sistema Nervoso Centrale
Fase (2) della Resistenza (Reazione Prolungata) è caratterizzata dal mantenimento e incremento nel tempo della risposta difensiva/adattiva [prolungamento nel tempo della Fase (1b) della Reazione di Allarme (Ritardata)], possibile indebolimento del Sistema Immunitario e possibile predisposizione o manifestazione iniziale di malattie fisiche e/o disturbi mentali (Ansia, Somatizzazioni, Disturbo Acuto da Stress, Disturbo dell’Adattamento, ecc.).

L’Adattamento ottimale dipende dall’interazione tra le caratteristiche qualitative dell’individuo (il suo stato fisiologico e psicologico generale) e il tipo di fattori di stress.
Se il soggetto è in grado di affrontare adeguatamente gli stressors e di ripristinare lo stato omeostatico che esisteva prima della risposta allo stress, egli Recupera ed evita la fase successiva, quella dell’Esaurimento.
La Fase (3) dell’Esaurimento è caratterizzata dall’estinzione della risposta difensiva/adattiva, dal temporaneo ripristino della Reazione di Allarme Immediata, dall’esaurimento delle risorse vitali, dalla manifestazione di malattie fisiche e/o disturbi psichici cronici (Disturbo Post-Traumatico da Stress, Disturbo Post-Traumatico da Stress Complesso, Depressione Maggiore, Disturbo di Panico, Disfunzioni Sessuali, ecc.) e, in alcuni casi, addirittura dalla morte.

Le moderne definizioni di stress non considerano ogni cambiamento o alterazione come stressante.
Una distinzione proposta è tra Eustress, Stress Buono o Positivo, in cui gli stimoli o le situazioni angoscianti sono percepiti come sfide adattive, e Distress, Stress Cattivo o Negativo, in cui gli stimoli o le situazioni angoscianti sono percepiti come minacce dalle quali ci si deve proteggere e contro le quali non esistono strategie adattive appropriate.
In realtà, contrariamente a quanto sosteneva H. Selye, il turbamento dell’equilibrio iniziale dell’organismo non è di per sé stressante; anzi, ogni organismo non solo tende a mantenere invariato l’equilibrio iniziale (ad esempio, la temperatura corporea), ma ci sono momenti in cui fa esattamente il contrario (ad esempio, durante l’attività sportiva).
La risposta dell’organismo è adeguata quando è caratterizzata da continue oscillazioni attorno ad un valore medio ottimale (es., la temperatura corporea ottimale necessaria alla sopravvivenza).
Quando l’organismo percepisce che i valori non sono adeguati (es., perché la temperatura corporea o la frequenza cardiaca o altri parametri vitali sono scesi o saliti troppo) dovrà eseguire delle risposte correttive che lo riportano al ripristino dei valori medi ottimali (Lo Stress, S. Cabib & S. Puglisi Allegra, 1995).

Le risposte correttive vengono attuate attraverso delle ‘strategie correttive’ che dovranno essere specifiche per ogni agente o situazione stressante (es., abbassando o alzando la temperatura corporea attraverso comportamenti idonei: accendendo un fuoco, muovendosi per produrre calore o, al contrario, cercando un riparo o dei panni da mettersi addosso).
Quando l’ambiente non consente la realizzazione delle strategie correttive, privando l’organismo di ogni possibilità di soluzione, inizierà a manifestarsi la Risposta da Stress (di Adattamento allo Stress), caratterizzata da reazioni che riguardano l’organismo nel suo insieme, coinvolgendo contemporaneamente il livello cognitivo (ambiente interno), fisiologico (ambiente intermedio) e comportamentale e sociale (ambiente esterno).
Holmes e Rahe (1967) e Sarason e collaboratori (1978) hanno identificato una lista dei principali avvenimenti della vita che possono causare stress alla maggioranza degli uomini.
La lista (adattata da Biondi M., Palma A. e Panchieri P.) comprende i seguenti eventi principali:
1. Fidanzamento o inizio di una relazione
2. Matrimonio
3. Gravidanza (propria o del partner)
4. Aborto (proprio o della partner)
5. Se donna, inizio della menopausa
6. Contrasti con il coniuge
7. Divorzio, separazione
8. Riconciliazione con il/la partner
9. Problemi sessuali
10. Problemi con i suoceri
11. Problemi con i genitori
12. Separazione dal coniuge per lavoro
13. Cambiamenti significativi nelle condizioni di abitazione (costruzione o rinnovamento della casa, cambiamento della zona di abitazione)
14. Cambiamenti nella vita familiare
15. Cambiamenti nella vita extracasalinga del partner
16. Aggiunta di un nuovo componente familiare
17. Abbandono della casa da parte di un figlio
18. Grave malattia o incidente o disturbi del comportamento di un familiare
19. Grave malattia o incidente vissuto in prima persona
20. Infedeltà del/la coniuge
21. Relazione extraconiugale
22. Morte di un caro amico
23. Morte del coniuge
24. Procedimenti penali o civili in corso
25. Nuova attività lavorativa
26. Cambiamento situazione lavorativa
27. Problemi con il datore di lavoro o con il diretto superiore
28. Perdita del posto di lavoro
29. Cambiamento di responsabilità nel lavoro
30. Pensionamento
31. Insuccesso professionale
32. Presenza di un grande debito
33. Presenza di un debito minore
34. Cambiamenti importanti della situazione economica
35. Furto o perdita rilevante di oggetti
36. Fine di un ciclo di studio
37. Trasferimento a nuovi corsi di studio
38. Fallimento nei nuovi studi intrapresi
39. Esami importanti da sostenere
40. Cambiamenti del ritmo sonno/veglia
41. Cambiamenti delle abitudini alimentari
42. Cambiamenti delle abitudini voluttuarie (fumo, alcol, ecc.)
43. Cambiamenti delle attività del tempo libero
44. Cambiamenti nelle attività religiose
45. Cambiamenti nelle attività sociali
46. Cambiamenti nelle abitudini personali (abbigliamento, comportamento, rapporti sociali)
Quando si verifica uno o più di questi eventi potenzialmente stressanti, è essenziale selezionare in modo appropriato diversi tipi di strategie di coping cognitive, fisiologiche e comportamentali e sociali, sia per affrontare efficacemente stimoli, eventi e situazioni stressanti, sia per gestire al meglio i livelli di ansia e paura associati a queste condizioni.
La scelta appropriata delle strategie correttive e la loro efficace attuazione distinguono coloro che saranno in grado di affrontare l’evento stressante in modo adattivo da coloro che lo faranno in modo patologico.
Se le strategie correttive falliscono, la persona è costretta a compiere una trasformazione più radicale, che può interessare uno o più livelli in cui le strategie correttive hanno fallito (cognitivo, fisiologico, comportamentale e sociale).
Nel tentativo di far fronte alle nuove condizioni ambientali, le reazioni del corpo tenderanno a diventare più estreme e meno stabili, le azioni potrebbero essere più impulsive e sconsiderate, oppure potrebbe prevalere l’inibizione comportamentale, i pensieri e le immagini mentali tenderanno a convergere eccessivamente sul ricordo dell’evento traumatico o stressante e le relazioni sociali saranno significativamente influenzate, con un’apertura sconsiderata o una chiusura altrettanto dannosa.
Anche in queste condizioni è ancora possibile un nuovo adattamento funzionale e non patologico, ma è certamente molto più difficile da attuare rispetto a quando le strategie correttive funzionano adeguatamente.
Queste sono le condizioni in cui è più probabile l’insorgenza di un Disturbo Acuto da Stress, di un Disturbo dell’Adattamento, di un Disturbo Post-Traumatico da Stress o di qualsiasi altra malattia fisica o psicopatologia.
Se si verifica una malattia fisica (compatibile con la sopravvivenza dell’individuo ) o un disturbo mentale, il nuovo adattamento sarà di natura patologica.
Molto più recentemente, il concetto di stress è stato ulteriormente aggiornato e integrato all’interno della Teoria Polivagale del neurofisiologo S. Porges (2024).
Questa teoria postula che lo stato ottimale di funzionamento del Sistema Nervoso Autonomo di una persona (definito come ‘Finestra di Tolleranza’) corrisponda al funzionamento predominante del sistema parasimpatico ventro-vagale (che induce calma, rilassamento, un senso di sicurezza emotiva e connessione sociale) rispetto al sistema simpatico spinale (che induce comportamenti di lotta/fuga o congelamento) e al sistema parasimpatico dorso-vagale [che induce ‘shutdown’ (spegnimento) o morte simulata, uno stato di immobilità caratterizzato da ipotensione degli arti e scarsa sensibilità in risposta a condizioni di estrema minaccia alla sopravvivenza].

In condizioni ambientali e psicologiche favorevoli, nelle persone fisicamente e mentalmente sane, il sistema parasimpatico ventro-vagale svolge un ruolo dominante e promuove, attraverso la modulazione adattativa del ‘freno vagale’ sull’attività eccitatoria del sistema simpatico, una regolazione della frequenza cardiaca che favorisce il rilassamento e i legami sociali.
In queste condizioni, anche il sistema nervoso simpatico contribuisce positivamente al benessere dell’individuo fornendo il livello di attivazione necessario per affrontare gli impegni quotidiani e le sfide della vita (attraverso l’aumento della frequenza cardiaca, della contrattilità cardiaca, della pressione sanguigna, della tensione muscolare, ecc.), mentre il sistema parasimpatico dorso-vagale contribuisce al benessere svolgendo un ruolo benefico e importante a livello intestinale, mantenendo il tono intestinale e influenzando positivamente i processi digestivi, e un ruolo benefico a livello cardiaco, regolando la frequenza cardiaca direttamente e indirettamente attraverso la riduzione della contrattilità cardiaca e meccanimi compensatori che abbassano la pressione sanguigna.
Tuttavia, in situazioni di stress o pericolo, in persone fisicamente e mentalmente sane, il sistema ventro-vagale parasimpatico rilascia il freno vagale, che in condizioni normali mantiene la frequenza cardiaca sotto controllo, e aumenta ulteriormente l’azione del sistema nervoso simpatico, che a questo punto diventa dominante.
Se le condizioni che causano stress o pericolo sono molto frequenti, intense e/o di lunga durata, oppure i soggetti si trovano in uno stato di stress psicofisico cronico o hanno subito traumi significativi, il sistema nervoso potrebbe non essere in grado di ripristinare il funzionamento omeostatico predominante del sistema parasimpatico ventro-vagale (la teoria di Porges considera lo ‘….stress, l’ansia o qualsiasi esperienza correlata alla minaccia come un’interruzione della funzione omeostatica’).
In questo caso, i soggetti potrebbero rimanere bloccati (ovvero non sarebbero più in grado di rientrare nello spazio delimitato dalla Finestra di Tolleranza) in una risposta prevalentemente simpatica di iperarousal neurovegetativo (uno stato cronico di ipereccitabilità psicofisica) o, peggio, in una risposta parasimpatica dorso-vagale di ‘spegnimento’, se la situazione pericolosa minaccia seriamente la sopravvivenza o è percepita come tale dai soggetti (una risposta che corrisponde ovviamente al peggior adattamento neurobiologico).
La risposta parasimpatica dorso-vagale dominante è caratterizzata da una diminuzione della frequenza cardiaca (fino al punto della bradicardia), diminuzione della contrattilità cardiaca, diminuzione della pressione sanguigna, respiro rallentato e superficiale, ipotonia e intorpidimento muscolare, rallentamento dei processi di pensiero, difficoltà nei movimenti e processi dissociativi (disturbo dissociativo dell’identità, amnesia dissociativa, depersonalizzazione/derealizzazione, ecc.).
Il pericolo principale di una risposta dorso-vagale parasimpatica dominante è che la minaccia percepita può innescare una forte risposta ipotensiva (improvviso calo della pressione sanguigna) e potenzialmente persino una sincope (svenimento).
Da una prospettiva psicoterapeutica, secondo il quadro teorico della teoria polivagale di Porges, l’obiettivo terapeutico principale è che la persona in stato di stress ritorni al funzionamento dominante del sistema parasimpatico ventro-vagale (cioè all’interno della Finestra di Tolleranza) o acquisisca questo nuovo funzionamento dominante, se il soggetto non lo ha mai consolidato, nemmeno prima dell’insorgenza dello stato di stress.
L’approccio cognitivo-comportamentale al trattamento dello stress, attraverso il quale è possibile aiutare la persona a rientrare nella Finestra di Tolleranza, include contemporaneamente il livello cognitivo (ambiente interno), fisiologico (ambiente intermedio) e comportamentale e sociale (ambiente esterno).
A livello cognitivo, l’intervento standard prevede l’identificazione dei pensieri automatici disfunzionali (pensieri disadattivi di cui la persona non è consapevole, ma che determinano le sue risposte emotive e comportamentali), del tipo di errore logico (che altera rispettivamente la percezione dell’ambiente interno, intermedio ed esterno) e la ristrutturazione cognitiva (attraverso la modifica o la sostituzione dei pensieri automatici disfunzionali che mantengono lo stato di stress con pensieri più funzionali e adattivi).
A livello fisiologico, nel caso di una risposta prevalentemente simpatica di iperarousal neurovegetativo, l’obiettivo terapeutico è quello di ridurre i livelli di tensione e di ipereccitabilità e di imparare a gestire e poi estinguere le risposte fisiologiche disfunzionali causate dallo stress, come tachicardia, sudorazione eccessiva, iperventilazione, tremori diffusi, ipertermia o ipotermia, ecc.
In quest’ambito d’intervento risulta molto utile l’uso di una strumentazione elettronica e computerizzata di Biofeedback [(Il Biofeedback Periferico e il Profilo Psicofisiologico) – (Il Biofeedback Periferico e la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo) – (Il Futuro del Biofeedback Periferico: la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo) – (L’iperventilazione: un modello privilegiato per la valutazione quantitativa e qualitativa dell’attivazione psicofisiologica con la Teoria Tricromatica dell’Equilibrio del Sistema Nervoso Vegetativo)] e l’acquisizione di opportune tecniche di respirazione e di rilassamento [(Il rilassamento muscolare e viscerale: Rilassamento Muscolare Progressivo, Training Autogeno e Tecniche di Rilassamento Immaginativo)] e/o di meditazione (La Meditazione).
D’altro canto, per aiutare una persona stressata che mostra una risposta dorsovagale parasimpatica dominante a imparare a riportare i propri parametri fisiologici nella Finestra di Tolleranza, è possibile insegnare Tecniche di Grounding (tecniche di radicamento).
Queste tecniche mirano ad attirare e mantenere l’attenzione della persona nel presente, utilizzando sensazioni provocate dalla stimolazione dei cinque sensi e pratiche terapeutiche che implicano un’attivazione muscolare prolungata, come il rilassamento muscolare progressivo, la pratica degli asana dello yoga e/o tecniche che comportano movimenti consapevoli, come camminare, correre, ballare, ecc.
Un’altra opzione di intervento riguarda l’ipnosi clinica, che può essere generalmente indotta facilmente in questo tipo di pazienti stressati che tendono spesso a dissociarsi, ma deve essere utilizzata con estrema cautela e competenza per evitare un ulteriore peggioramento dello stato dissociativo (Disturbo Dissociativo dell’Identità, Amensia Dissociativa, Depersonalizzazione e Depersonalizzazione).
In particolare, nello stato alterato di coscienza dell’ipnosi, è possibile indurre lo specifico stato di rilassamento muscolare e viscerale richiesto dalla procedura LTDR (procedura utilizzata per trattare il Disturbo Post-Traumatico da Stress) e quindi richiamare i contenuti emotivi spiacevoli associati a situazioni stressanti, consentendo al paziente di tollerare e desensibilizzare le emozioni negative entro la Finestra di Tolleranza.
Tuttavia, in alcune persone, la riduzione della risposta dorsovagale parasimpatica può favorire l’avvio della risposta simpatica (lotta/fuga o congelamento) alle situazioni stressanti, una risposta meno regressiva e spesso più gestibile dal punto di vista terapeutico (si veda sopra la modalità di intervento psicofisiologico già discussa nel caso di iperarousal neurovegetativo).
Le risposte fisiologiche allo stress sono solitamente associate a emozioni vissute come spiacevoli (ansia generalizzata, ansia sociale, paura, rabbia, tristezza, ecc.) ed è utile per la persona stressata imparare a gestire queste emozioni, accettarle, contenerle, elaborarle e rilasciarle.
Usando la tecnica dell’immaginazione guidata, le situazioni stressanti vengono evocate in stato immaginativo e, non appena si presentano emozioni negative, la persona impara a gestirle con tecniche appropriate (sempre in immaginazione) e, infine, generalizza questo apprendimento alle gestione delle situazioni stressanti nella realtà della vita quotidiana.
A livello comportamentale e sociale, l’intervento mira a consentire alla persona di affrontare le situazioni stressanti attraverso il ‘Modeling’ (ovvero attraverso l’uso di modelli appropriati, tra cui lo psicoterapeuta, da cui la persona può apprendere comportamenti nuovi e funzionali), il Role Playing (per simulare situazioni sociali stressanti e affrontarle in un contesto protetto e costruttivo), l’addestramento alle Abilità sociali e Assertive (per apprendere nuove e funzionali abilità sociali e comunicative) e la Desensibilizzazione Comportamentale attraverso un’Esposizione Graduale in Vivo (nel contesto sociale), per valutare e affinare le abilità apprese.
Tra le varie modalità di intervento, anche la Terapia Cognitiva-Comportamentale dell’Equilibrio Olistico (TCCEO di N. Bonaventura), un approccio cognitivo-comportamentale di terza generazione, può essere utilizzata efficacemente nel trattamento dei disturbi mentali indotti dallo stress.
Nel lavoro terapeutico sulla gestione dello stress, la TCCEO, utilizzando specifiche strategie e tecniche cognitive e comportamentali, nonché altre provenienti da contesti diversi, sottolinea l’importanza che la persona trattata acquisisca modalità altamente funzionali di utilizzo dei propri processi attentivi e impari a dirigere l’attenzione mentale in modo equilibrato.
In alcuni casi, le condizioni generali della persona, in interazione con i fattori di stress, possono causare sintomi fisiologici pronunciati, resistenti al trattamento psicoterapeutico.
In questi casi, se il medico (psichiatra o neurologo) lo ritiene opportuno, la psicoterapia può essere supportata dall’uso di specifici psicofarmaci.
Nota: ‘Le informazioni contenute in queste pagine hanno solo scopo informativo e non sostituiscono il parere o la diagnosi di uno psicologo/psicoterapeuta o di un medico professionista.’
Principali fonti di riferimento bibliografico e informazioni aggiuntive:
Porges SW. (2024). Corrigendum to’ The vagal paradox: A polyvagal solution’ . Compr. Psychoneuroendocrinology 16C (2023) 100200. Compr Psychoneuroendocrinol. 2024 Apr 9;18:100233. doi: https://doi.org/10.1016/j.cpnec.2024.100233
American Psychiatric Association (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.). Washington, DC: APA Publishing.
Biondi, M. (1997). Mente, cervello e sistema immunitario. McGraw-Hill libri, Italia
Cabib, S., & Bonaventura, N. (1997). Parallel strain-dependent susceptibility to environmentally-induced stereotypies and stress induced behavioral sensitization in mice Physiol & Behav, Volume 61, Issue 4, April 1997, Pages 499-506. https://doi.org/10.1016/s0031-9384(96)00463-5
Cabib, S. & Puglisi-Allegra, S. (1989). Lo stress. Laterza, Italia
Sarason, I. G., Johnson, J. H., & Siegel, J. M. (1978). Assessing the impact of life changes: Development of the Life Experiences Survey. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 46(5), 932–946. https://doi.org/10.1037/0022-006X.46.5.932
Holmes, T. H., & Rahe, R. H. (1967). The Social Readjustment Rating Scale. Journal of Psychosomatic Research, 11(2), 213–218. https://doi.org/10.1016/0022-3999(67)90010-4
